domenica 10 marzo 2019

[Ma l'ho letto davvero?] Il Pene del Senpai

Quella che state per leggere è una recensione improvvisa, assolutamente non pianificata, che ho sentito il bisogno di scrivere per promuovere un lavoro molto valido, sul quale avevo già raccolto qualche parere positivo, e che a dispetto del titolo volutamente provocatorio e per questo fraintendibile, si è rivelato davvero divertente e anche inaspettatamente profondo.

Il Pene del Senpai, adattamento italiano del titolo originale それはただの先輩のチンコ (Sore wa tada no senpai no chinko, lett. "E' solo il pene del senpai", che è anche il titolo del primo racconto di questa raccolta), è un manga scritto e disegnato da Youichi Abe fra il 2017 e il 2018 e pubblicato dall'editore Ohta Shuppan. Annunciato da J-Pop sulle pagine del noto catalogo Direct a inizio 2019 (se la memoria non mi inganna), è stato pubblicato sul suolo italico lo scorso 6 marzo in un volume unico di formato 12,4 x 18 cm caratterizzato dalla solita, ottima qualità  di stampa dell'editore, e al prezzo di 7,50 € per 185 pagine.

Il volume in questione contiene 8 racconti, più un breve extra finale, ambientati in un mondo quasi identico al nostro se non fosse per una piccola, leggerissima differenza: in questa bizzarra versione del pianeta Terra i peni, una volta separati dal corpo del loro proprietario con l'utilizzo di quella che è a tutti gli effetti una ghigliottina posta strategicamente all'interno di un orinatoio pubblico, continuano a vivere di vita propria come un piccolo animaletto mentre al povero malcapitato ne ricresce, prima o poi, uno nuovo. No, non avete il cervello in pappa ed il sottoscritto non ha assunto droghe pesanti, avete letto bene ^^ Ciascun racconto segue le vicende di una ragazza liceale che, per un motivo o per un altro, spinta dai propri desideri si ritrova ad aver a che fare con questi "peni domestici".

L'autore non è proprio uno a posto con la testa (chissà, forse al suo interno c'è proprio un pene, meglio non indagare) e non so come diavolo gli sia venuta in mente una trovata del genere, che non so voi ma per me è sufficiente a classificare il setting di questo manga come distopico, fatto sta che sviluppandola in maniera credibile e coerente con le strampalate basi di partenza ha prodotto una piacevolissima commedia surreale/demenziale sugli eccessi dell'amore. Da questo punto di vista mi ha ricordato molto lo stile di Shintaro Kago (altro folle autore che adoro, e di cui spero di parlarvi prima o poi), ovvero il portare all'eccesso una premessa completamente fuori di testa e svilupparla in maniera "logica" per destrutturarla. In questo caso, in mezzo alla verve dissacrante e ad alcune vignette che sono da antologia, vengono fuori alcune riflessioni niente male sul significato del vero amore e sulla comprensione reciproca fra uomini e donne. Può un vibratore, se prende coscienza di sé stesso, diventare un pene a tutti gli effetti o rimarrà sempre e solo una scialba copia? Se una donna potesse provare anche solo per un giorno l'esperienza di avere un pene come organo genitale, giungerebbe ad una miglior cognizione dell'altro sesso? Questi sono solo due esempi delle domande a cui il manga cerca di rispondere.

(no davvero, perdonate il piccolo spoiler ma quello del vibratore è semplicemente geniale, ho letto il capitolo con un sorriso da ebete stampato sul volto ahahah)

Insomma se non avete pregiudizi sull'argomento e vi piace questo tipo di comicità è stra-consigliato, in caso contrario (soprattutto se vi scandalizzate per poco) potrebbe non fare per voi. Tranquillizzo però gli scettici precisando che l'opera in questione non è né un ecchi né un hentai, almeno secondo il significato con cui questi due termini sono oramai conosciuti nel fandom di anime e manga. Non è un ecchi perché non ci sono concessioni becere e frivole al fanservice, e perché la componente sessuale è parte integrante della trama dei singoli racconti. Non è un hentai perché non ci sono atti espliciti e la stessa rappresentazione degli organi genitali maschili è innocua ed innocente (se guardate qualche tavola capirete). Riassumendo, non è mai un manga osceno o volgare fine a se stesso.


Voto: 8/10


5 commenti:

  1. "My dick died"... LOL
    Se non fosse per i pareri positivi che ho sentito e lo stile di disegno poco da ecchi/hentai, probabilmente lo svrea ignorato, ma devo dire che sono curiosa di leggerlo, anche pefche sono curiosa di capire come l'autore (è un uomo no?) abbia rappresentato alcuni aspetti della sessualità femminile ahah

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma hai scritto da cellulare? Si vede XD

      Comunque si l'autore è un uomo, le due immagini da me postate del manga non lasciano intravedere nulla della sua folle genialità, ti consiglio di leggerlo appena puoi! XD

      (ovviamente te lo posso prestare)

      Elimina
  2. è in fumetteria che mi aspetta.. devo andare a ritirarlo e non vedo l'ora di leggerlo! xD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se te lo sei fatto mettere in casella vuol dire che ti ispirava un minimo, e fidati che non ti deluderà XD

      Elimina
  3. Ahahaha mamma mia: molto underground come trama, bello che esistano fumetti così, oltre alle opre più sputtanate.
    Devo cercarlo, mi hai incuriosito, molto bello che non sia affatto hentai o volgare :)

    Moz-

    RispondiElimina